Cittadini di serie A e Cittadini di serie B

Molto spesso si parla senza avere la giusta informazione e qualcuno disse che l’informazione è potere. Disporre delle informazioni consente di opporsi e di difendere i propri diritti.

La partecipazione democratica dei cittadini è possibile se e solo se si dispongono delle informazioni che sono alla base dei procedimenti amministrativi, altrimenti si rischia di soccombere alla burocrazia consentendo a chiunque di governare le decisioni a scapito della salvaguardia dei nostri diritti.

Prendiamo il caso degli oneri a scomputo, molti ne hanno sentito parlare pochi sanno cosa sono (o forse ripetono “a pappagallo” ciò che hanno sentito dire).

Gli oneri a scomputo, per quanto ci riguarda, nascono nel 1994 con la legge 724 del 1994 (secondo condono edilizio) dando la possibilità, ai cittadini che avevano costruito abusivamente, di scomputare dagli oneri concessori dovuti al Comune le opere di urbanizzazione già realizzate o ancora da realizzare. L’opportunità prevista dalla normativa è stata colta da migliaia di famiglie che vivono nella periferia romana – in gran parte in ambiti privi di riconoscimento urbanistico – che si sono costituite in consorzi di autorecupero nell’intento di promuovere la realizzazione di infrastrutture, fognature, depuratori, reti idriche ecc. (link).

Nascono quindi gli ACRU (Associazioni Consortili di Recupero Urbano) che raccolgono gli oneri a scomputo.

Milioni di euro sono versati nelle casse degli ACRU (Consorzi) regolamentati dalla stessa legge 724/94 e da infinite delibere.

Nasce il problema del “perimetro” di competenza dell’ACRU, ciò vuol dire che i soldi possono essere reinvestiti solo nell’ambito territoriale dell’ACRU.

Tutto bello, tutto sempre più complicato.

E’ tutto bello perché la competenza territoriale avrebbe dovuto evitare la migrazione delle risorse finanziarie fuori il perimetro di competenza dell’ACRU, tutto più complicato perché l’ACRU raccoglie anche gli oneri dai costruttori di zone diverse.

Per cui la contabilità si complica e tende a svanire la competenza territoriale dell’ACRU, il cosiddetto perimetro.

Prendiamo il caso della Romanina: diversi costruttori hanno versato nelle casse dell’ACRU di Lucrezia Romana, qualcuno sostiene che 2/3 dei fondi dell’ACRU provengono dalla Romanina; ma l’ACRU di Lucrezia Romana NON è, sulla carta, competente territorialmente per la Romanina.

Se ne deduce che gli oneri a scomputo sono investiti per i territori competenti entro il perimetro e tra questi territori è compreso Osteria del Curato.

Sulla scorta della logica appena citata Osteria del Curato vede realizzarsi opere che incrementano, di fatto, la qualità di vita dei suoi abitanti come ad esempio il centro polifunzionale costato 592.763,60 euro (fonte Comune di Roma)

Crescono gli investimenti nel Quartiere Osteria del Curato nel cui “perimetro” sono realizzate opere (primarie) di rilievo.

Nel frattempo i Cittadini della Romanina dormono sogni tranquilli nel loro amato quartiere dormitorio (forse non definito così a caso!).

C’è chi dice che chi dorme non piglia pesci e questo è il caso del nostro quartiere che non si sveglia nemmeno a marzo 2018, mese in cui anche gli orsi polari sorgono dal letargo, quando è convocata la Commissione I del VII Municipio che vede all’ordine del giorno il parere per l’investimento di altri soldi pubblici a favore del Quartiere Osteria del Curato.

Il CdQ Romanina ha partecipato alla Commissione I manifestando solidarietà ad Osteria del Curato ed al contempo richiedendo al Presidente della Commissione di prendere in considerazione l’urgenza dell’Illuminazione del Parco della Romanina.

Nel silenzio assordante delle Istituzioni, chiamate a fare chiarezza sul perimetro degli ACRU, il giorno 15 marzo 2018 si terrà il Consiglio Municipale che deciderà l’inizio del procedimento che porterà l’investimento delle risorse dell’ACRU di Lucrezia Romana per la risoluzione della problematica dei collettore (opera primaria) la cui mancata funzionalità determina disagi per la popolazione del Quartiere Osteria del Curato.

Questo fatto determina, da una parte, l’imbarazzante condizione secondo cui emerge una lotta tra poveri, ma bisogna distinguere la quantità di povertà.

I “poveri” sono i cittadini del Quartiere Osteria del Curato e i cittadini del Quartiere Romanina, ma tra i due sono più poveri i secondi (Romanina).

Sì perché nel corso degli anni Osteria del Curato ha visto la realizzazione di molte opere primarie (e non) mentre i cittadini del Quartiere Romanina non hanno visto un bel nulla.

Tra le opere di primaria importanza:

  1. Illuminazione pubblica del Parco della Romanina
  2. Riparazione collettore fognario (Osteria del Curato)

probabilmente Osteria del Curato, domani, canterà vittoria.

Una vittoria facile che si fonda sull’ambiguità del perimetro degli ACRU.

Pur manifestando solidarietà ai nostri concittadini di Osteria del Curato troviamo di cattivo gusto l’espressione del presidente del CdQ OSteria del Curato che, pubblicamente, scrive:

La 1^ Commissione del VII Municipio, lunedì scorso 12 marzo 2018, su proposta del nostro Comitato di Quartiere, ha votato favorevolmente la destinazione degli oneri disponibili nel Consorzio “Lucrezia Romana” – circa 300mila euro – per la soluzione del problema fognario che è causa, nei periodi di pioggia intensa, di allagamento dell’abitato di Osteria del Curato prospiciente la via Anagnina e della vicina fermata della Metro A.
La Commissione, con tale atto, si è opposta all’intenzione, impropria per le normative vigenti, del Consorzio di trasferire l’utilizzo di tali oneri nel quartiere Romanina per l’illuminazione del parco omonimo.
Domani, 15 marzo 2018, il Consiglio del Municipio VII, alle ore 9, voterà la decisione assunta dalla Commissione 1^ lunedì scorso, cui il nostro CdQ era stato invitato e audito, per la sua trasformazione in Delibera municipale. E non c’è ragione di pensare che la Delibera domani non verrà approvata, in quanto già in Commissione l’atto predisposto non ha ricevuto nessun voto contrario: favorevoli tutti i presenti del Mov. 5s e Fulvio Giuliano di Fratelli d’Italia; astenuto Sandro Toti di Forza Italia; non hanno partecipato al voto i Consiglieri presenti del PD. 

 

La troviamo di cattivo gusto perché, nella sostanza, manifesta velatamente ed al contempo gioia e disprezzo verso gli abitanti della Romanina, definendo impropria la proposta del CdQ Romanina di utilizzare gli oneri dell’ACRU del Consorzio di Lucrezia Romana (anche) per la realizzazione dell’impianto dell’illuminazione pubblica del Parco della Romanina.

Troviamo altresì supponente dare per scontato che <<non c’è ragione di pensare che la Delibera domani non verrà approvata>>.

Se questo, del resto, è il modus operandi non possiamo che appellarci al buon senso Istituzioni affinché considerino gli abitanti del Quartiere Romanina non come cittadini di serie B perché non dispongono di un proprio perimetro “consortile” (soldi) ma come abitanti di un quartiere mitragliato dalle stesse Istituzioni e non ultimo dalla Comunità Territoriale che, di fatto ed in sostanza, ha da sempre ostacolato lo sviluppo di un quartiere centrale come è quello della Romanina che porterebbe sviluppo anche ai quartieri limitrofi (ad esempio Ponte Linari).

Le ragioni della Comunità Territoriale, in cui il presidente del CdQ Osteria esercita le sue funzioni direttive, saranno state anche virtuose e degne di nota, come quella di evitare gli aumenti di cubatura, ma di fatto hanno bloccato un territorio in espansione e che risulta di collegamento per tutti gli altri quartieri limitrofi.

Ciò ha determinato, a titolo di esempio, la mancata realizzazione della Centralità Romanina, la conseguente realizzazione della metro di collegamento con la vicina stazione della Metro Anagnina e, dunque, l’isolamento del territorio.

…chi ha conoscenze di biologia sa bene che esiste una forma di speciazione che è governata dall’isolamento, nel caso della Romanina nasce una nuova specie: la specie dormiente come amano definirci.

Si tenta di sdrammatizzare un fenomeno nella sua perfetta gravità oggettiva, ma è dura ironizzare su questo aspetto nel silenzio delle Istituzioni e nell’esercizio dell’accanimento terapeutico delle realtà che dovrebbero proporre lo sviluppo dei territori del VII Municipio.

E’ stato imbarazzante constatare nella Commissione I del 12/03/2018 la mancata convocazione del Presidente dell’ACRU Lucrezia Romana.

E’ stato ancora più sconcertante assistere ad una Commissione convocata senza che i partecipanti convocati avessero cognizione della progettualità e dei relativi costi per la realizzazione/riparazione del collettore fognario né dell’effettiva composizione delle risorse finanziarie dell’ACRU.

Un appello è diretto quindi alle Istituzioni perché prendano atto della discriminazione compiuta, nel corso degli anni, a danno dei cittadini della Romanina.

Un appello è diretto al presidente del CdQ Osteria del Curato che auspichiamo termini le sue manifestazioni “di gioia” per le condizioni di vita dei cittadini della Romanina, tant’è di fatto ed in sostanza gioire per l’investimento degli oneri dell’ACRU di Lucrezia Romana a favore esclusivo di Osteria del Curato a discapito del territorio della Romanina “non competente territorialmente”.

Un appello a presidente della Comunità Territoriale affinché, nell’esercizio delle proprie funzioni e per ottemperare agli scopi della stessa Comunità, possa sollecitare le Istituzioni a far chiarezza sui oneri a scomputo.

Un appello ai cittadini della Romanina: svegliatevi dal letargo!

 

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